Dio nei silenzi.

 Incontro Dio nelle domande, non nelle risposte. Abbandono delle sistematizzazioni che provano ad incorniciarlo. Bombardo le mie vecchie certezze teologiche ad ogni gommone che affonda nel Mediterraneo. Alla conoscenza che ragazzi e ragazze siriane mangiano delle foglie di alberi per ingannare la fame, devo avere a che fare con la questione inevitabile della teodicea: Se Dio è amore, e allo stesso tempo onnipotente mentre permette il male, una delle due dichiarazioni va scartata. Inquietudini di questo tipo crescono in me. Mi affliggo con il semplice fatto della vita non smettere di imporsi. I miei ragionamenti incagliano nella spiaggia del non-sapere. Spesso persone mi danno la notizia che  “pastore x ha finito con te„. Non passa una settimana senza che qualche messaggio insolente non arrivi tra i contatti del sito. Cominciando per eretico, mi hanno già insultato con tutti gli attributi – alcuni impropri per il linguaggio pietoso gospel. Continuo nel mio soprappensiero. Proseguo alla ricerca di trovare, non soltanto  quello che faccia senso, ma delle percezioni che mi permettano di conciliare il sonno. Non fuggo dall'esame della realtà. Eredoto attribuisce a Creso delle parole di congratulazioni quando salutò Solone: “Sono arrivate fino a noi molte notizie tue, tanto della tua saggezza, quanto dei tuoi viaggi, e che, mosso dal gusto della conoscenza, hai percorso molti paesi per esaminare la realtà„. Ho il desiderio ardente di lasciare raccomandazioni di questo tipo nella mia biografia. Io mi associo a persone che non si ritirano vigliaccamente dal dovere laborioso nel pensare, soprattutto, il Mistero Tremendo. Mi sento attratto da quelli che riflettono, e si affliggono, con delle interrogazioni senza fine. Leggo con voracità. Cerco di riempire il cuore di bellezza. Provo a giocare con le parole. Vedo di valorizzare i vuoti, i silenzi, le pause. Mi piace il silenzio. Mi faccio amico di poeti. Ogni tanto, mi conforto con i versi di Cecília Meireles: 


Rispondere alle domande non rispondo. 
Domande impossibili non faccio
Soltanto quel che so di me racconto agli altri:
Di me, attraversata dal mondo

Tutta la mia esperienza, il mio studio,
sono anche, che, in solitudine paziente
raccolgo di quel che in me osservo ed ascolto  
Cambia lezione, che nessuno più comprende

 Ciò che sono vale più del mio canto
Soltanto in linguaggio sto dicendo
Cammini invisibili dove vado

Tutto è segreto e di remoto esempio 
Tutti sentiamo, lontano, l’appello dell’angelo. 
E tutti siamo pura fior di vento.

Soli Deo Gloria
Ricardo Gondim

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