La curva dell'imponderabile


Io persisto, nonostante essere scivolato nella curva dell’imponderabile. Io insisto, nonostante essermi fermato all’ostacolo insormontabile. Saluto la vita, nonostante dopo essere svegliato per il vuoto tragico.

Se non sapevo come contare gli anni, insisto nel proteggere l'istante. Se mi sono perso, non lascio l'anima sporca; il siero che taglia il latte non mi amareggerà. Spalmo l’olio sulle grattate. Io chiudo gli occhi per le magie odiose. Io marcio avanti.
Nell'oscurità della nebbia, noto che la mia faccia nuvolosa continua a sorridere. Il ruscello mormora; lascio che il suo pianto calmi il mio cuore. Ammiro l'eterna marea; essa armonizza la violenza del mio futuro.

Muschi, edere, cardi si sono attaccati alla mia anima. Trasformo le mani in forbici di giardiniere. Lascio la rete, quello strilla nel cacciatore di pelli e riesce ad acquietare il mio sonno ansioso.

Io tentai di fuggire ed io finii arreso a me stesso. Sogni servirono alla mia zattera per fare l’ormeggio nel porto della realtà. Utopie mi hanno fatto prendere delle radici. Delirai. Ora mi siedo sulla sedia a dondolo della lucidità adulta.
Tempeste di vento fischiano per le aperture del mio castello, ormai inespugnabile. La mia adolescenza goffa si è sciolta in speranza. Spalanco le finestre e le porte della mia casa fragile. Mi volto al soffio selvaggio. Accolgo la piovasca che spazza via la polvere della mia vanità.



Schizzi di una tempesta inclemente lavano la mia tristezza. Inspiro l'alba umida. Saluto il timido sole; Lo prego di guidarmi durante la giornata.
Porto delle ghiaie grezze nella fodera. Io non colleziono delle rarità. Addirittura i miei più grandi tesori non sono che pietre semipreziose. Io non metterò all'asta quello che amo. Io cerco di mettere il lucchetto alla ricchezza che mi tocca. Io avverto le volpi: non distruggete i miei vigneti. Sciacalli non entreranno nel mio letto dove tengo quello che amo così tanto.
Rattristato, noto che un tenebroso vuoto ha appannato gli occhi dei miei compagni. Triste per il vederli rubati della vita, io metto un tattuaggio sulla pelle con il comandamento di vivere con intensità. E per non perdere l'anima, marco a ferro il dovere di amare. Amare la bellezza, la vita, la giustizia, il bene.
Quando non fa senso, mi basti la pace; la pace che eccede tutta la comprensione. Pure quando non gradisco a nessuno, so che posso sentire: "Tu sei mio caro figlio su cui il mio cuore è soddisfatto."
Soli Deo Gloria
Da: Ricardo Gondim

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