La contigenza e il volo 447




Il mondo è in shock. Di nuovo la contingenza mostra il suo volto nella tragedia nel volo dell’Air France. Vale ricordare: contingenza vuol dire che gli eventi non sono sempre necessari, quando succede qualcosa senza ragione che la spieghi o la giustifichi. La contingenza genera imprevisti; fatti che scappano dagli ingranaggi della causa e dell'effetto. Un aeroplano precipita perché il mondo è incerto, e non perché sia stato vittima del destino o di un piano di Dio.
È detto nel senso comune che le persone muoiono solamente quando arriva la loro ora. Semmai questo fosse vero, il destino raggruppò in un aereo le persone che dovrebbero morire quel giorno. Quello darebbe alla fatalità un potere terrorizzante. Impossibile pensare che persone di più di trenta paesi entrarono nel volo 447 senza sapere che rispettarono una forza cieca che ha determinato l'ultimo giorno della loro vita.
Ugualmente, credere che Dio permetta il crollo dell'aereo perché lui ha degli scopi sembra piuttosto eccentrico. Ogni persona con storie, progetti, sogni è stata strappata dall'esistenza perché portasse a termine quale obiettivo? Un macro obiettivo? Ovvero, perché l'umanità imparasse ou si pentisse? Quello farebbe sì che le biografie diventassero scartabili, spregevoli. Il Vasaio Divino, senza aver bisogno di spiegarsi, annegherebbe delle persone per guidare la macro storia per la fine gloriosa? Sì? Anche se ci sia un dio così, io non lo voglio.
E poi, delle persone che accettano che Dio ha un piano per ogni morte individuale. È vero, lui è Dio, ha tutto il potere ed è capace di raggruppare, in un solo luogo, chiunque dovesse morire. Ma nonché è buono. Allora, tutti i passeggeri sono stati eletti per compiere qualle scopo? Ci soddisfa pensare che il buono di mietere così tante vite, pur senza alcun senso dal nostro lato, è garantito nell'eternità? (“Dio sa quello che fa”?!) Come spiegare tale concetto per i genitori, i bambini e i parenti solitari? Tutti sono incatenati alla tragica realtà che gli ha allontanati dai loro carissimi.
L'idea che Dio ha un piano per ogni morte si svuota di fronte ai numeri. Un aeroplano precipitò, ma cosa dire degli innumerevoli incidenti di ogni giorno? Cosa dire dei proiettili vaganti che storpiano pedoni? E degli errori medici o degli incidenti di traffico? Recentemente una signora della nostra comunità è caduta dal solaio della casa in costruzione. Lei fotografava il lavoro perché che la figlia aiutasse con le spese della finitura. Ha rotto la schiena ed è diventata paraplegica. L'ultimo chiarimento che uno potrebbe dare è che Dio aveva un piano nel renderla paralitica.
Gesù non cogitò mai il mondo senza contingenza. Anzi, non associò il crollo di una torre agli scopi divini; non disse che la cecità dell'uomo era conseguenza causale di azioni interne, sia sue che dei suoi genitori; notò che i suoi discepoli avrebbero affrontato dei temporali, afflizioni e morte.
La contingenza è lo spazio della libertà. Quindi, della condizione umana. Senza la contingenza ci disumanizzeremmo. La coscienza del rischio di ammalarsi e l'imprevedibilità della morte subita è il prezzo che abbiamo pagato per la nostra umanità.
Il disastro dell'aereo mostra l'inutilità di pensare che l'esercizio corretto della religione e la capacità tecnologica più eccellente è abbastanza per annullare la contingenza. La nostra vita è imprecisa ed effimera. Perciò, viviamola intensamente. Ogni istante può essere l’ultimo. Carpe Diem!

Soli Deo Gloria

Da: Ricardo Gondim

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