L'icona della libertà.



Mio padre sognava la possibilità di un giorno emigrare in Canada. Prigioniero politico, s’immaginò sparire un giorno, evaporare semplicemente, in qualunque città fredda per noi perché non menzionassero mai più il suo nome.

Papà scherzava quando parlava delle tonache. Invidiò i preti. "In tonaca", dissero, "le parti intime respirano senza stretta". Negli anni odiosi della dittatura militare del ’64, diventò intensa l’ossessione per la libertà. Mio padre credè che quella libertà doveva cominciare dai genitali, che essi avevano bisogno di spazio per muoversi “senza difficoltà."

Io crebbi con tale urgenza. Nell'adolescenza, io volli "andare via” dal Ceará. Il mio sette settembre accaderebbe sulla pista dell'aeroporto. Sognavo un giorno gridare "indipendenza o morte" oltre i diecimila metri di altitudine. Io volli andare inoltre il perimetro stretto di Fortaleza.

Intanto non riuscivo a fuggire, m’iscrissi nei corsi di inglese, tedesco e l'esperanto. Tutto nello stesso giorno. Disperato, bussavo alla porta di altre lingue, provando a conoscere le culture che potessero ricevermi come esilio. Io credei che studiando delle lingue, avrei potuto insorgermi contro il piccolo mondo che ho occupato.

Quando lasciai la chiesa cattolica, desiderai ardentemente la libertà che i protestanti dicevano di possederla. Loro predicavano l'autonomia nella lettura delle Scritture.

Perché non mi conformavo alla soffocante aria della vita quotidiana, praticai dello sport. Collezionai dei francobolli. Volevo essere molta cosa allo stesso tempo. Giungo a dire che più di uno, ne "fummo molti". Tutti ansiosi per emigrare, tutti lottando per una libertà che c’era alla fine del mare verde di patria mia.

Il libero è nato dal non-contentamento. Suo prurito gratta, ma non sa dire dove. Specie di guasta-feste nella festa dell'indulgenza, incarna la contraddizione che asservisce il re e fa diventare il suo proprio padrone il vassallo .

Il libero dice che il corpo soffre con l'oppressione, ma il cuore appartiene ad altra terra natia. Senza aver mai raggiunto il paradiso, volta le spalle alla giostra della soppravvivenza. Disdegna le facce grinzose e dice di non temere la minaccia dell'inferno.

Il libero non aspetta l'autobus, non cerca la pista, non segue le maniere ma pedala , apre un sentiero nel bosco, crea delle tendenze. La sua nostalgia è intangibile. Il suo passato, il combustibile della speranza.

Papà non vestì la tonaca e non visitò mai il Canada, ma non permise mai che le catene della connivenza, il peso morto del “peleguismo”* ed il cinismo del materialismo prendessero il suo cuore.

Oggi mi sono svegliato con nostalgia di lui, la mia icona della libertà.

Soli Deo Gloria

* Peleguismo: Termine cognato in Brasile nel periodo del presidente Getulio Vargas nella cosiddetta “Era Vargas” (1930-45) , riferendosi a persone messe nel mezzo dei sindacati per diffendere segretamente gli interessi del datore del lavoro.

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