Peccatori senza maledizione

Dall'adolescenza, io organizzai la mia vita con valori religiosi. Io frequentai ed insegnai in scuole domenicali. Militai nei gruppi di gioventù cristiane. Studiai in un istituto biblico. Io conobbi bene i backstage del mondo religioso, sia in Brasile che negli Stati Uniti.

Sincero e zelante, io tentai di portare a termine le richieste di tutte le istituzioni in cui partecipai. Se la chiesa non permeteva le donne di tagliare le frange, io discutevo con mia moglie per non tagliarle; se era peccato andare al cinema, io che non accettavo tale proibizione assurda, evitavo la cattiva testimonianza, quindi viaggiavo lontano se volevo vedere qualche film.

Io enfatizzai cose nonsense, le incoerenze e le ipocrisie ecclesiastiche, perché consideravo la causa di Cristo più importante delle persone. Per non “scandalizzare” nessuno, facevo finta di non vedere dei comportamenti incompatibili con il messaggio cristiano.

Attaccato alle istituzioni, io finii connivente con mercenari, alcuni intenzionalmente avidi. Io giustificai sciocchezze con l’argomento che le persone erano minimamente sincere. Né so come io m’illusi al punto di dire: “Quel tizio fa molte sciocchezze, sciocchezze assurde, ma è sincero.”

Io giunsi ad un tempo della vita che le richieste della religione persero l'appello. Con tante decepzioni, io smessi di credere nella santità finta delle persone religiose. Io consideravo cafoni le predicazioni in cui Dio esigeva una santità perfetta. Io ricordo immediatamente dei malabarismi che io testimoniai quando tentavano di distorcere molte inadeguatezze, dei giochi di nascondino per non mettere in mostra le demagogie.

Gesù non visse molto insieme alle persone troppo corrette. Anzi, lui li evitò e criticò. Lui diede gli austeri sacerdoti per sepolcri imbiancati, di uomini cieci che guidavano gli altri ciechi, per ipocriti ed il più serio, per condannare i proseliti ad un duplice inferno. A Cristo piaceva la società dei peccatori, che gli sembrarono più umani.

Gesù chiamò persone molto difficili per essere apostoli; Pietro era tempestivo; Tommaso, esitante; Giovanni, vendicativo; Filippo, lento nel capire; Giuda, ladro. Abituato coi visitatori di sinagoghe e coi dottori della Legge, perché non cercò seguaci in quei circoli? Forse non capirono la santità e la perfezione come molti.

Gesù accettò che una donna di reputazione dubbiosa gli spargesse profumo; fece i complimenti per la fede di un centurione romano, adoratore di idoli; non permise di uccidere a sassate un'adultera per perdonarla; si mostrò sorpreso con la determinazione di una Cananea; promise il paradiso ad un ladro nell'estertore della morte. Conoscendo le esigenze della legge, perché Gesù non misurò sforzi o parole per esaltare persone come queste? Forse, non capirono santità e perfezione come molti.

Per Gesù, la santità non significava obbedienza di norme. Per lui, le azioni non valgono lo stesso con le intenzioni. L'adulterio non si limita a sesso, ma ha a che fare con valori che possono o no generare un tradimento.

L'odio che esplode con angosce di uccidere è più serio del proprio omicida. Per lui, perciò peccato e la santità sono parte delle dimensioni più profonde dell'essere umano. Là, in quella fontana, da dove germoglia i primi fili che da dove diverranno un fiume, è formato il carattere. E la santità dipende dalla struttura dell'essere, con natura che genera le decisioni.

Per Gesù, santità si confonde con integrità; che dovrebbe essere capita come integrità. Le ombre, le mancanze le inadeguatezze, i difetti così come le luci, la gentilezza, la grandezza, le virtù di ognuno ha bisogno di essere affrontata senza paure, senza panacee, senza eufemismi.

Dio non richiede vite “troppo corrette”, perché lui sa che la struttura umana è polvere; non esige correzione assoluta, perché per quello, dovrebbe cambiarci in angeli.

Le prostitute che seppero affrontare i falli e difetti con integrità precederanno i sacerdoti molto composti, coloro che vivono di scopare sotto i tappeti ecclesiastici i loro falli. Il Samaritano che tradusse umanità in un gesto di solidarietà è eroe di una parabola che descrive come ereditare il cielo. Il tempestivo Pietro che traspirò l'onestà ricevette le chiavi del Regno di Dio. La donna che fu posseduta da sette demoni annuncia le notizie promitenti della risurrezione.

I comandamenti e la legge erano solamente per mostrare che per produrre umanità non servono i legalismi. L'integrità e la santità sono nate dall'esercizio continuo di confrontare le loro luci ed ombre e portandole di fronte a Dio ed eppure sapersi amati da Lui.

Soli Deo Gloria.

Da: Ricardo Gondim
http://www.ricardogondim.com.br/

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